La Louis Vuitton Alma si riconosce dalla sagoma prima che dal monogramma: base rettangolare rigida, fianchi che si restringono verso l'alto, profilo superiore arrotondato, cerniera doppia che scende lungo entrambi i lati fino alla base. È una forma che non ammette varianti, e questo la rende una delle borse più semplici da valutare di seconda mano, a patto di sapere quali quattro punti controllare.
Da dove arriva quella base rigida
Il nome viene dal Pont de l'Alma, il ponte parigino sulla Senna. La struttura deriva invece da un modello degli anni Trenta della maison, nato in ambito viaggio e poi riproporzionato per l'uso quotidiano. La base irrigidita serviva a far stare in piedi il bagaglio ed è la stessa ragione per cui oggi l'Alma resta dritta su un tavolo anche completamente vuota.
È un dettaglio pratico, non estetico, e ha una conseguenza diretta sull'usato: il fondo e i quattro angoli sono le zone che lavorano di più, quindi sono le prime a mostrare l'età della borsa.
Le taglie e cosa ci sta davvero dentro
Alma BB — 23,5 x 17,5 x 11,5 cm
La misura più piccola in produzione continuativa. Contiene telefono, portafoglio compatto, chiavi e un beauty piccolo; un tablet non entra. Nasce con tracolla removibile e regolabile, quindi è l'unica taglia della famiglia pensata fin dall'origine anche per essere portata a mani libere. È la versione più richiesta sul mercato di seconda mano e, di conseguenza, quella che tiene meglio il prezzo.
Alma PM — 32,5 x 23,5 x 16 cm
Nove centimetri di larghezza in più rispetto alla BB cambiano l'uso: entra un tablet da 10 pollici, un'agenda, un ombrello pieghevole. La PM nasce come borsa a mano e non tutte le versioni sono state vendute con la tracolla in dotazione: se la tracolla è per voi un requisito, verificatelo prima di acquistare, perché su questa taglia non è un accessorio da dare per scontato.
MM e GM
Le due misure superiori esistono soprattutto sulle linee storiche in tela e in pelle Epi. Sono borse da giornata piena o da lavoro, ma proprio per il volume tendono a deformarsi sui fianchi se caricate oltre misura e riposte senza imbottitura interna. Sull'usato circolano meno e la forbice di prezzo è più ampia.
Tela, Epi, Vernis: la differenza sta nella manutenzione
Tela Monogram e Damier Ébène
La tela rivestita è il materiale più resistente della famiglia: non si graffia, tollera la pioggia leggera, si pulisce con un panno umido. La parte fragile non è la tela ma la vacchetta — manici, profili e linguette — che è pelle naturale non trattata. Nuova è color crema, con l'uso e la luce vira all'ambrato e poi al bruno. È un processo irreversibile: nessun trattamento la riporta al colore originale, e chi promette il contrario sta descrivendo una sostituzione, non una pulizia. Se volete capire cosa si può realmente fare su una vacchetta ingrigita o macchiata, ne abbiamo parlato in come far tornare bianca la vacchetta delle borse Louis Vuitton.
Fra le due tele c'è un vantaggio pratico spesso sottovalutato: il Damier Ébène, a scacchi marroni scuri, nasconde i segni d'uso molto meglio del Monogram chiaro. La nostra Alma PM in tela Damier Ébène è un esempio di come la tela invecchi in modo quasi invisibile mentre è la vacchetta a raccontare gli anni.
Pelle Epi
La Epi è pelle bovina goffrata e tinta in pasta, cioè colorata in tutto lo spessore. Un graffio superficiale quindi non lascia una riga chiara, perché sotto c'è lo stesso colore. È il materiale più tollerante all'uso quotidiano di tutta la gamma Alma e l'unico privo di parti in vacchetta a vista: chi non vuole gestire la patina dovrebbe cercare direttamente una Epi.
Monogram Vernis
La Vernis è pelle con finitura vernice lucida. È la più delicata delle quattro e ha due criticità specifiche, da conoscere prima dell'acquisto e non dopo. La prima è il trasferimento di colore: i toni chiari assorbono il pigmento del denim scuro, della carta stampata e di altre pelli con cui restano a contatto, e la macchia penetra nella finitura senza più andarsene. La seconda è il calore: la vernice appiccica e può deformarsi se la borsa resta chiusa in auto d'estate o vicino a una fonte di calore.
In compenso la Vernis non ha vacchetta da gestire, e i colori d'archivio sono la parte più collezionabile della famiglia. La Alma BB in Monogram Vernis azzurro rientra esattamente in questa categoria: tinta stagionale non riproposta, condizioni che su una vernice pesano più che su qualunque altro materiale.
I quattro controlli da fare su un'Alma usata
Angoli
Sono il punto di consumo numero uno. Sulle versioni in tela l'angolo si scopre progressivamente: prima la vacchetta si lucida, poi si assottiglia, infine si apre e lascia vedere il bordo. Un angolo aperto non è un difetto estetico ma strutturale, e il rifacimento professionale dei quattro angoli è la voce di spesa più pesante su questo modello. Chiedete sempre foto ravvicinate di tutti e quattro, non di uno solo.
Fondo e piedini
La base ha piedini metallici. Se sono consumati in modo asimmetrico, la borsa è stata appoggiata sempre nella stessa posizione e il fondo potrebbe risultare avvallato. Mettetela su un piano e guardatela di profilo: deve stare dritta senza oscillare.
Cerniera
L'Alma ha una cerniera lunga che compie una curva su entrambi i lati. È la parte meccanica più sollecitata. Fatela scorrere per tutta la corsa nelle due direzioni: non deve incepparsi nella curva né saltare denti. Una zip che si apre da sola sotto il peso del contenuto ha il cursore usurato e va sostituita.
Lucchetto, clochette e marcatura
Il lucchetto in ottone numerato e la clochette portachiavi fanno parte del corredo originale, ma sono anche i pezzi più facilmente reperibili sul mercato: la loro presenza non dimostra nulla sull'autenticità della borsa. La verifica seria passa da altro. Per capire come si legge la marcatura interna e perché sulle produzioni più recenti non la troverete, abbiamo dedicato una guida al codice data Louis Vuitton e a come interpretarlo.
Quanto vale oggi sul pre-owned
Il prezzo di un'Alma di seconda mano dipende, in ordine di peso: dal materiale, dalle condizioni degli angoli, dalla taglia. Una PM in tela in buone condizioni si colloca oggi intorno ai mille euro; una BB in Vernis in colore d'archivio e condizioni eccellenti può superare i duemilacinquecento, perché a incidere non è solo il modello ma l'irripetibilità della tinta.
Il dato utile è però un altro: fra due Alma della stessa taglia e dello stesso materiale, la differenza di prezzo la fanno gli angoli e la vacchetta, non il numero di anni. Una borsa di quindici anni conservata bene vale più di una di cinque con gli angoli aperti, ed è il motivo per cui su questo modello le foto di dettaglio contano più della descrizione.
Se state confrontando più esemplari, guardate prima i quattro angoli, poi il materiale, poi il prezzo. In quest'ordine. Le Alma disponibili in questo momento, con le condizioni verificate pezzo per pezzo, sono nella nostra collezione Louis Vuitton.





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